Whatsapp gratis per sempre e per tutti, ma è vero? La nuova mossa di Zuckerberg.


C’è un’ottima notizia per tutti gli appassionati del settore, do ieri 19 gennaio 2016 whatsapp è diventato gratis per tutti!

Verrebbe da esultare, ma c’era da aspettarsi novità, visto che ormai il diffusissimo instant messenger, creato da Jan Koum è ormai passato da tempo nelle mani del CEO di Facebook Mark Zuckerberg, per la modica (si fa per dire) somma di 19 miliardi di dollari, sappiamo già che a casa Zuckerberg  Facebook che è gratuito, quindi la politica aziendale fa pagare i costi del servizio diversamente.

Ma che vuol dire tutto ciò?

Perchè Facebook a suo tempo ha acquistito whatsapp per una cifra così alta, cosa interessava veramente a Facebook?

Adesso che la strada sembra spianata mi viene da citare una frase già molto conosciuta a molti navigatori veterani e alla quale oggi più che mai dobbiamo rassegnarci “se non paghi, sei tu il prodotto!”.

La schermata che è apparsa ieri

Ebbene si, magari non molti si sono mai soffermati su questo aspetto della nostra vita quotidiana, ma in realtà è proprio così che funziona per la stragrande maggioranza dei servizi online che possiamo utilizzare oggi, come fa ad esempio youtube, che ci permette di guardare tutti i contenuti che vogliamo, ma che ci inserisce le pubblicità dei propri inserzionisti in sovraimpressione attraverso banner e video pubblicitari (dove poi guadagnano anche coloro che inseriscono i video); nel caso di youtube il prodotto è appunto lo “stream-spettatore” che per accedere al video richiesto accetta di guardare la pubblicità; pubblicità che hanno un qualcosa di mooolto particolare e cioè sono dannatamente mirate ed azzeccate al soggetto che sta guardando in quel momento; cioè google come facebook nei loro contratti ci hanno fatto accettare che utilizzeranno tutti i nostri fattacci per mandarci della pubblicità mirata, ed è questo che interessa loro!!! CONOSCERCI FIN NEL NOSTRO INTIMO per scopi di lucro ovviamente.

Questo è quello che molto probabilmente sta succedendo con Whatsapp, il programma che è ormai in una zona di dominio del mercato sta cercando una strategia vincente per guadagnare di più di quei miseri 89 centesimi che mi viene da definire onesti 89 centesimi.

Whatsapp ha 900 milioni di utenti attivi, si parla di una significante fetta di tutta l’umanità che attraverso un programmino parla di se stessa arrivando a farsi conoscere come mai prima perchè l’applicazione ci segue ovunque e ci accompagna sul nostro cellulare, pronta a registrare l’ennesima traccia del nostro vissuto non appena si sbloccherà di nuovo lo schermo.


Io e Brian, combinando i nostri anni di servizio, abbiamo lavorato in tutto 20 anni presso Yahoo!, facendo del nostro meglio per tenere in vita il sito. Ebbene sì, lavoravamo intensamente per vendere pubblicità, perché era quello che faceva Yahoo!. Raccoglieva dati, serviva pagine e vendeva pubblicità. Abbiamo visto Yahoo! farsi eclissare in dimensioni e portata da Google…


 

 

Così recita ancora oggi la homepage di whatsapp che effettivamente non è molto aggiornata, adesso mi viene da dire che Zuckemberg a vendere pubblicità è secondo solo a Google.

Quando mandiamo un messaggio su whatsapp, whatsapp registra data, ora e i numeri di telefonino del mittente e del destinatario. Il messaggio non viene conservato, tranne quando il destinatario non risulti temporaneamente irragiungibile: in tal caso resta sui server di WhatsApp per 30 giorni massimo.

Ma siamo sicuri che whatsapp introdurrà la pubblicità?

Personalmente credo che la politica aziendale di Zuckemberg per Whatsapp sia diversa, non so bene cosa hanno intenzione di fare, ma certamente hanno trovato un modo più proficuo di sfruttare l’applicazione e la mole di dati che da essa derivano, mi viene da pensare che anche solo rivendendo informazioni segrete alle autorità potrebbero ripagare il servizio e guadagnarci, oppure piuttosto che spiattellarcela direttamente in faccia troveranno modi alternativi di mandarci la pubblicità, ad esempio creando canali simili a quelli che esistono gia per l’asiatica wechat che tutto sommato incomincia ad essere sempre più attraente a questo punto.